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09/07/2020 - Bosch Italia, bilancio 2019
Tra gasolio e idrogeno
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Un giro d’affari di circa 2,25 miliardi di euro. Così si chiude il bilancio 2019 di Bosch Italia. Un risultato che si discosta dell’8,4% rispetto a quello registrato l’anno precedente. “A soffrire è stato soprattutto il comparto dell’automotive, che già nel 2019 annunciava venti di crisi”, ha spiegato Fabio Giuliani, general manager del Gruppo Bosch in Italia. “Tra le cause, il calo della vendita di vetture Diesel, la decisione di rimandare il lancio di nuovi modelli, la demonizzazione dell’auto con motori termici senza favorire un piano supportato per rinnovare il parco auto”.

Eppure Bosch non soffre alcun tipo di esitazione e conferma il suo impegno su tutti i fronti del mercato italiano. Le previsioni da fare per il 2020 sono obiettivamente difficili, ma il gruppo tedesco, che ipotizza un anno sfidante, si pone l’obiettivo di chiudere il 2020 in pareggio e auspica una ripresa a medio-lungo termine.

In Italia, il Gruppo Bosch rappresenta una realtà industriale importante ed è attivo con 19 società e 4 centri di ricerca, con un organico di quasi 6.200 collaboratori. Una responsabilità sociale che invita a gestire la crisi con arguzia trasformandola magari in un’opportunità per mettere in produzione progetti già deliberati l’anno scorso. Come una rivoluzionaria pompa olio elettrica dal design compatto, dall’alta efficienza e dai ridotti livelli di rumore e vibrazione, che sarà fabbricata nello stabilimento Bosch di Offanengo, in provincia di Cremona, dal 2022. O la messa a punto dello Smart Parking, presentato nel 2019 a Mantova: 66 sensori di parcheggio Bosch, installati nel centro della città, con l’obiettivo di monitorare e comunicare agli automobilisti la disponibilità in tempo reale degli spazi di parcheggio. O ancora completare l’industrializzazione della linea dedicata ai componenti eBike presso lo stabilimento Bosch di Bari.

Riguardo il futuro, Giuliani ha detto che “nel 2030 il 75% delle nuove auto avrà ancora un motore a combustione interna, accompagnato da un motore elettrico oppure no”. Quindi Bosch continuerà a investire sullo sviluppo tecnologico di propulsori termici, senza, naturalmente, trascurare lo sviluppo di componenti e di batterie per l’auto elettrica e investire risorse nella ricerca sull’auto a idrogeno.

In primo piano restano la ricerca e lo sviluppo della connettività e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale per offrire prodotti e servizi che siano sempre più tecnologie destinate a salvare la vita.

Nelle pieghe di questo resoconto si scopre che per Bosch l’impegno anti Covid 19 è fondamentale e sono state adottate molteplici misure di sicurezza per tutti i collaboratori. Inoltre, ovunque possibile, Bosch contribuisce agli sforzi per il contenimento della pandemia. Per esempio, con il nuovo test rapido per il Covid-19 e il dispositivo di analisi Vivalytic. La multinazionale intende produrre più di 1 milione di test rapidi nel 2020 e fino a 3 milioni il prossimo anno. Bosch fabbrica anche mascherine e disinfettanti.

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