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10/04/2020 - Cent’anni di Suzuki
La Casa di Hamamatsu compie un secolo
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Di questi tempi non è facile potersi vantare di aver compiuto un secolo e i fortunati che raggiungono questo traguardo hanno diritto a una festa sensazionale. Non è toccata a Suzuki che, offuscata da un virus maledetto, il 15 marzo scorso ha spento le 100 candeline, conquistando nella sua vita medaglie al merito in diversi campi: automobilistico, motociclistico nautico.

Inizialmente l’azienda si chiamava Suzuki Loom Manifacturing, a fondarla fu Michio Suzuki che, nel laboratorio della sua città natale Hamamtsu, realizzò un telaio innovativo per l’epoca, in grado di tessere i filati in modo veloce e preciso. Dopo la prima e la seconda guerra mondiale, utilizzò le competenze meccaniche acquisite nello studio del moto alternato dei telai per progettare nel 1952 un motore che spinse la bicicletta a motore “Power Free”. Fu la svolta. La Suzuki Loom si trasformò in Suzuki Motor Corporation che nel 1955 portò sul mercato la sua prima automobile, la Suzulight, spinta da un motore a due tempi con cilindrata di 360 centimetri cubici. Nel 1960 il marchio debuttò nel mondo delle corse a due ruote e il 1965 segnò l’ingresso di Suzuki nel mondo dei motori fuoribordo con il modello D55.

All’interno del settore auto, Suzuki fu da subito pioniera del fuoristrada producendo già nel 1970 la sua prima 4X4, la LJ10, capostipite della leggendaria Jimny. La prima Suv compatta della storia, Vitara, vide la luce nel 1988; dopo 30 anni risulta ancora uno dei modelli più apprezzati dagli automobilisti e a dicembre 2019 è risultata la 4×4 più venduta in Italia.

Cosa è cambiato in questi 100 anni? Nulla, e questa è la chiave del successo. Suzuki continua a credere in una filosofia che mette il cliente e il suo benessere al primo posto. Dopo essere uscita nel 2005 dalla tutela General Motors, nell’ultima decade ci sono stati nel 2011 un matrimonio non consumato con Volkswagen, il fidanzamento con Toyota per la ricerca sui veicoli elettrici nel marzo 2019 e profittevoli joint venture. Tra le sue auto di successo planetario si possono citare Carry, Maruti (su alcuni mercati chiamata anche Alto), Wagon R+ con la gemella Opel Agila prima serie, Liana, Splash e la gemella Opel Agila seconda serie, Swift e la Suzuki Sx4, prodotta con Fiat, che l’ha commercializzata con il nome Fiat Sedici.

Emblematico il fatto che il marchio giapponese abbia oggi a disposizione una gamma di automobili interamente ibrida, dalle più compatte Ignis e Swift, alle più versatili Vitara e S-Cross. L’ultima a debuttare sul mercato italiano nella più recente veste green è proprio la Nuova Ignis Hybrid, in vendita da aprile, ha una mascherina con feritoie verticali, lo skid plate a protezione delle escursioni fuori asfalto e sfoggia un motore Dualjet 1.2 da 83 cv. Un quattro cilindri a benzina piuttosto brillante grazie all’Integrated Starter Generator, che fa da alternatore, motorino di avviamento e motore elettrico, pronto a fornire coppia aggiuntiva quando richiesto. L’unità elettrica è alimentata da un pacco batterie più potente, identico nelle dimensioni a quello precedente ma con un amperaggio che passa da 3 a 10 Ampere-ora. Di conseguenza il sistema ibrido interviene in maniera più efficace a sostegno del motore termico, riducendo i consumi e le emissioni e garantendo una guida più vivace.

Una mini Suv che si inserisce perfettamente nella strategia Suzuki che nei suoi primi 100 anni di vita è stata guidata dall’obiettivo di rispettare l’ambiente, creare processi per lo sfruttamento ottimale delle risorse, eliminare gli sprechi in ogni ciclo di produzione. Buon Anniversario Suzuki!