Prove
23/09/2019 - CITROEN C1 VTI
Speciale Mobilità 2.0
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Citroen C1 non cede alle tentazioni, nessun compromesso, nessuna apertura al crossoverismo. Lei è una vera citycar, diretta discendente delle utilitarie, per intendersi; misure estremamente compatte (ma in grado di ospitare comodamente 4 persone), economica e divertente. Condivide la piattaforma, e molta tecnologia, con Toyota Aygo e Peugeot 108 e si dimostra generosa anche in fatto di sicurezza, sia passiva che attiva.

Ma c’è di più, ed è proprio quello che va a fagiolo dello speciale mobilità 2.0: Citroen C1, oltre alle misure riduce anche i pistoni; il mille tre cilindri sviluppato dal gruppo Psa rappresenta un esempio riuscitissimo di downsizing. Che significa meno consumi e meno emissioni. Questa l’estrema sintesi. Ora diamole uno sguardo più dettagliato.

C1 è simpatica, tranquillizzante, e offre sedute anteriori comode, poggiatesta integrati, sedili ben regolabili, un doppio porta bibita e prese Usb e Aux a portata di mano. Lo schermo è un touch da 7 pollici abbinabile allo smartphone. Va detto che la comodità dei sedili anteriori non la si riscontra in quelli posteriori. Ma di più non si può chiedere da una vettura lunga appena 347cm e larga, o meglio, stretta 164 cm. Il baule è di 196 litri che salgono a 780 rinunciando ai posti dietro.

Ma veniamo al motivo della nostra presa di contatto con C1, il motore. Questo benzina Vti da 998 cc, per l’esattezza, eroga 72 cv a 6.000 giri, omologato Euro 6.2D, consente alla citycar francese di superare ogni più difficile prova in fatto di emissioni nocive. I numeri parlano di 88 g/km di CO2 e 25,6 km con un litro di carburante. Un piccolo portento ingegneristico ottenuto agendo su diversi fattori: la leggerezza, l’allungamento della corsa dei pistoni, l’ottimizzazione della termodinamica in camera di combustione ma soprattutto la riduzione degli attriti del 30%. Un dettaglio non da poco se si considera che da soli gli attriti assorbono un quinto della potenza motore.

In città si muove come uno stambecco tra le rocce. Piccolo e unico neo il raggio di sterzata. Non è da record ma nemmeno causa gravi problemi. Pronta nelle ripartenze, dà il meglio di sé ai bassi regimi. La minor brillantezza in ripresa, invece, è dovuta a rapporti alti più lunghi, così tarati con lo scopo di contribuire a contenere i consumi. Tutto fa brodo.

Sorprendente invece il comportamento fuori città, e perfino in autostrada. Anche alle velocità più sostenute lo sterzo è preciso e l’avantreno non si alleggerisce, a beneficio della tenuta di strada. Aumenta il rumore del tre cilindri, è naturale, ma senza diventare fastidioso. In conclusione C1 oltre a essere esteticamente intrigante e di carattere, costituisce una sorta di quadratura del cerchio in fatto di emissioni nocive e prestazioni piacevoli, senza dimenticare l’elevato grado di sicurezza che comprende Esp, sei airbag, sensori di pressione delle gomme, sistema di limitazione della velocità e perfino controllo di arretramento in salita.

Ecco il prezzo di questa versione Urban Ride: 13.250. Ma la gamma di C1 parte da 10.150 euro. Per ultimo è bene ricordare a beneficio di chi ama viaggiare a cielo aperto che esiste anche la versione Airscape con tettuccio in tela, apribile addirittura elettricamente.

Michele Fontana

 

 

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