Eventi
19/03/2018
Civita di Bagnoregio, i Carabinieri al volante della Polaris Elettrica
Un quadriciclo a misura della "Città che muore"
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Entra a far parte della scuderia del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri la Polaris Ranger EV, pensata esclusivamente per le particolari necessità del bellissimo borgo di Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, arroccato su un colle tufaceo e raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte che lo collega a Bagnoregio. I severi test, che hanno incluso anche una prova sul campo, sono stati brillantemente superati dal piccolo fuoristrada grazie alla sua compattezza e maneggevolezza. È capace infatti di percorrere agilmente gli stretti vicoli della “città che muore”, garantendo efficacia e tempestività di intervento.

Acquisita attualmente in esemplare unico, l’EV ha vita facile su qualsiasi tipo di terreno potendo contare sulla trazione integrale e le ridotte dimensioni, senza dimenticarsi di avere un occhio di riguardo per l’ambiente. È alimentata da un motore elettrico che non impatta sull’ecosistema e le caratteristiche tecniche di ultima generazione permette al fuoristrada un inquinamento acustico pressoché nullo. Un modello intelligente, sicuro ed ecologico che viene acquistato alle porte della bella stagione per la sicurezza dei numerosi turisti che si apprestano a visitare le caratteristiche stradine di Civita, candidata a diventare patrimonio dell’Unesco ma minacciata dalla continua erosione dei torrenti che scorrono ai piedi dell’altura.

La Ranger Ev è equipaggiata di un motore a induzione da 30 cv e 48 Volt che assicura un’accelerazione rapida e fluida e una guidabilità altamente reattiva. La batterie agli ioni di litio si ricaricano alla rete domestica. E’ il primo veicolo fuoristrada del segmento alimentato da batterie agli ioni di litio, tocca gli 80 orari e con una carica assicura otto ore di autonomia. Offre due modalità di funzionamento per sfruttare al meglio la batteria. Alta per l’uso quotidiano stradale, bassa per il lavoro in fuoristrada e la massima autonomia.

Civita fu fondata dagli Etruschi più di 2500 anni fa e fu la città natale di San Bonaventura, che morì nel 1274. Dal XVI secolo, Civita stava iniziando a declinare, diventando eclissata dal suo ex sobborgo Bagnoregio. Alla fine del XVII secolo, il vescovo e il governo municipale furono costretti a trasferirsi a Bagnoregio a causa di un grave terremoto che accelerò il declino della città vecchia. A quel tempo, l’area faceva parte dello Stato Pontificio. Nell’Ottocento, Civita si stava trasformando in un borgo isolato e il ritmo dell’erosione accelerò quando lo strato di argilla sotto la pietra fu raggiunto nell’area in cui si trova il ponte di oggi. Bagnoregio continuò come una città piccola ma prospera, mentre Civita divenne nota in italiano come “La città che muore”. Civita solo di recente ha vissuto una rinascita turistica importante con migliaia e migliaia di visitatori al mese provenienti dall’Italia e dall’estero.

Teo Massa

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