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19/06/2020 - Ferrari 812 GTS
Mamma mia!
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Quando si parla di una nuova Ferrari gli aggettivi non bastano mai. L’oggetto è così straordinario che descriverne l’eleganza, lo stile, le prestazioni non è facile senza cadere nell’ovvio. Safe-Drive, proprio per queste ragioni, si atterrà il più possibile ai fatti. A cominciare dalla firma della 812 Gts, che è quella più classica: niente trazione integrale, ma ruote posteriori motrici, cambio robotizzato a sette marce che entrano ed escono a velocità ipersonica, un poderoso motore V12 aspirato, da 800 cavalli, posto sull’asse anteriore, capace di sviluppare la stratosferica coppia di 712 Newtonmetro. Una supercar da 336.000 euro, al top del listino del Cavallino, superata solo dai modelli delle serie speciali, costruiti in tiratura limitata e che spesso danno vita ad aste tra i collezionisti per aggiudicarseli.

L’emozione di guidare una dodici cilindri a cielo aperto, che si fregia del titolo di spider di serie più veloce del mondo, diventa ancora più grande se si pensa alle prestazioni di un 12 cilindri capace di portare la 812 Gts fino a 340 all’ora e di sparare lo zero-cento in 2,9 secondi. Sono tre le doti degli ormai rarissimi 12 cilindri aspirati che piacciono di più ai gentleman driver: l’80% della coppia massima è già disponibile a 3.500 giri, la potenza massima si esprime a 8.500 giri e ciò consente di pennellare le curve dosando il gas mentre il sound da “Cavalcata delle Valchirie” fa venire la pelle d’oca. Il peso è aumentato di 120 kg ed è stato bilanciato lavorando sulla calibrazione degli ammortizzatori magnetoreologici in modo tale da garantire un’indescrivibile tenuta di strada, specie in curva.

La 812 Gts, progettata dal Centro Stile Ferrari, è la versione spider della 812 Superfast. La lunghezza raggiunge i 469 cm, tre in più della coupé, la larghezza 197 e l’altezza 122. I posti sono due, l’abitabilità interna la medesima della Superfast e il baule da 210 litri può ospitare le borse di un lungo week end. Grazie alle sue proporzioni, la dodici cilindri Ferrari risulta un connubio perfetto tra sportività ed eleganza. Chi osserva con attenzione la silhouette può notare la connotazione fastback, coda spiovente e rastremata, lunotto molto inclinato e bagagliaio incluso nello stesso volume dell’abitacolo. Una due volumi dalla coda sostenuta che richiama lo stile della leggendaria 365 Gtb4, del 1968, chiamata Daytona per ricordare il dominio, con tre Ferrari sul podio, nella 24 ore di Daytona del 1967.

“Rispetto alla Superfast, la carrozzeria posteriore, cioè tetto, tonneau e vano bagagli, è stata totalmente rimodellata – dice Flavio Manzoni, responsabile dello stile Ferrari -. Obiettivo dare nuovo slancio ed equilibrio alla presenza di due pinne sotto le quali è alloggiato il meccanismo di movimentazione del tetto”. Ora i montanti scendono flessuosamente verso le luci posteriori gruppi ottici, terminando con un profilo aerodinamico integrato e a tetto ripiegato, i pannelli a scomparsa trovano alloggio al di sotto del tonneau.

Il tetto rigido ripiegabile adotta una formula tipo Targa, impiega circa 14 secondi ad aprirsi o a richiudersi e può essere azionato fino a 45 km/h. Un meticoloso lavoro condotto sulle finizioni, la minimizzazione delle turbolenze e della rumorosità aerodinamica permette ai passeggeri di conversare anche alle alte velocità.

L’abitacolo è lussuoso e connesso. Per ritagliarsi la 812 Gts su misura si può ordinare dalla lista degli accessori lo schermo per il passeggero, alcune rifiniture supplementari in fibra di carbonio, dal battitacco al tunnel centrale, rivestimenti in Alcantara e pelle, la telecamera anteriore e posteriore, indispensabile nelle manovre. E come le finiture connotano i gusti del cliente, cambiando la posizione del manettino vengono fuori le diverse personalità di chi è al volante di questo nuovo capolavoro del “fatto in Italia”.

 

 

 

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