Prove
31/01/2017 - JEEP WRANGLER
2.8 CRD 3P RUBICON
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Jeep Wrangler si presenta da sola. E si capisce subito che ha una missione: arrampicarsi ovunque e superare ogni tipo di difficoltà, tutto il resto è da borghesi. Questo non significa che sia una vettura da utilizzare solo quando il gioco si fa duro. Le nuove tecnologie permettono un comfort di base che le antenate parigrado si sognavano. Salendo a bordo, o meglio arrampicandosi vista l’altezza da terra, si scopre che non c’è spazio per il superfluo. Anche l’elettronica viene usata in quantità farmaceutiche, giusto per garantire una navigazione sicura. Le maniglie sulle portiere sono ancorate con brugole a vista; segno affatto di trascuratezza ma di praticità e solidità costruttiva. Gli interni lavabili con tappetini in plastica, o i tappi per far defluire l’acqua quando si esce da un guado sono gli aspetti che aiutano a capire le sue vere intenzioni.

Wrangler può essere a 3 o 5 porte, con hard top o soft top. La scelta della versione Rubicon, quella equipaggiata per il fuoristrada più impegnativo, ci sembra la più intelligente. Le versioni Sahara e Sport non consentono, ad esempio, di bloccare i differenziali, hanno sospensioni più morbide e rapporti del cambio più lunghi.

Nessun dubbio nemmeno sulla motorizzazione; il 2.8 turbodiesel quattro cilindri da 200 Cv con 400 Nm di coppia massima vince in convenienza rispetto al 3.6 V6 benzina, per quanto in nessun caso si possa parlare di consumi parsimoniosi. Una volta alla guida è necessario calarsi immediatamente nel “Jeep mood”, ovvero scarso isolamento acustico e visibilità in manovra resa difficile dal piccolo lunotto e dalla presenza della ruota di scorta. Sensori parcheggio? Un lusso non previsto. Il suo habitat naturale d’altronde è lontano dalla striscia d’asfalto.

Si avverte, infatti, maggior naturalezza in un’ardua scalata che sulle strade di veloce percorrenza dove lo sterzo estremamente reattivo, quasi da mezzo militare, il baricentro alto e le sospensioni rigide comportano continui spostamenti laterali, obbligandoci ad elevare il livello di concentrazione. Del resto il telaio è di quelli robusti, vecchio stampo, le sospensioni ad assale rigido, il peso sfiora i 2.000 kg e il passo, particolarmente corto, non supera i 242 cm. E si capisce perché per Wrangler affrontare le condizioni del nostro speciale è stato un gioco da ragazzi. Tanta sostanza e un fascino indiscutibile costano 42.450 euro.

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