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21/04/2015
Ricevi una multa?
verifica se puoi contestarla
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Le multe per violazioni al Codice della Strada non sono tutte uguali. Alcuni verbali sono imprecisi o arrivano al destinatario in tempi troppo lunghi. Altri si riferiscono a situazioni controverse o poco chiare. Ecco, sinteticamente, quando, come e per quali ragioni alcune contravvenzioni si possono impugnare e contestare.

I motivi per ribellarsi
• Il ritardo nella notifica della sanzione, nel caso in cui arrivi oltre i 90 giorni previsti per legge.
• I vizi di forma, ovvero gli errori formali che rendono un verbale “attaccabile”.
• La mancata indicazione del responsabile incaricato del trattamento dei dati personali.
• L’errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare.
• L’evidente contraddizione tra il numero di targa e il modello e il colore della vettura che ha commesso l’infrazione.
• Poter dimostrare con prove circostanziate di essere stati accusati di una violazione erroneamente.

Il ricorso
Può essere rivolto al Prefetto o al Giudice di Pace ma non a entrambi. Attenzione: se si fa ricorso non bisogna pagare la multa.
Il ricorso al Prefetto si effettua entro 60 giorni dalla notifica della sanzione.
Il ricorso al Prefetto va presentato per iscritto e si può chiedere di essere sentiti personalmente.
Il ricorso al Prefetto può essere consegnato a mano in qualsiasi ufficio della Polizia Stradale o spedito con una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Ufficio da cui dipende chi ha redatto il verbale, che a sua volta lo trasmetterà al Prefetto competente per il territorio.
Il ricorso al Giudice di Pace deve essere fatto entro 30 giorni dalla notifica. A mano o per posta. Ma attenzione, perché l’ufficio competente è quello che si trova nel luogo in cui è avvenuta l’infrazione. Esempio. Un automobilista riceve la contravvenzione a Milano di un’infrazione commessa a Lecco. Il ricorso dovrà essere presentato al Giudice di Pace di Lecco, responsabile dell’accoglimento o meno della domanda.
Dal 1° gennaio 2010, il ricorso al Giudice di Pace non è più gratuito, ma occorre pagare un contributo unificato che varia in proporzione al valore della multa: 37 euro fino a 1033 euro di sanzione.
Chi scegliere?
Se si decide di privilegiare la gratuità, la celerità e si verifica che l’illegittimità della contravvenzione è di facile dimostrazione, meglio ricorrere al Prefetto. Se si reputa che la questione è di soluzione complessa e si desidera ricorrere al giudizio di un organo imparziale è opportuno puntare al Giudice di Pace.

Come scrivere il ricorso
La domanda del ricorso deve contenere almeno le seguenti indicazioni: autorità alla quale si presenta; dati di chi fa ricorso completi di residenza o di domiciliazione; riassunto dell’accaduto con indicazione della data, del luogo, del numero del verbale e degli articoli del codice della strada che s’intende contestare; motivazioni per le quali si vuole contestare il verbale; richiesta di annullamento; eventuali atti allegati che supportino le proprie motivazioni (certificati, ecc.); data della richiesta; firma del ricorrente; domicilio legale (solo per il ricorso al giudice di pace).

Cosa può succedere
Se il Prefetto accoglie il ricorso, la contravvenzione viene annullata. Di fatto, se per 120 giorni il Prefetto non risponde, tacitamente allora il ricorso è accolto. Diversamente, può emettere un’ordinanza di pagamento con un importo maggiore rispetto a quello di partenza, nell’arco di 120 giorni.
Il Giudice di Pace con la sentenza che accoglie l’opposizione può annullare in tutto o in parte il verbale. Se invece il ricorso è respinto, il Giudice di Pace determinerà l’importo della sanzione in una misura compresa tra il minimo e il massimo stabilito dal Codice della Strada per la violazione accertata.

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