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14/01/2016 - NAIAS 2016: Parla Sergio Marchionne, numero 1 Fiat Chrysler
“GUIDA AUTONOMA: SCHIERARSI CONTRO LA SILICON VALLEY È UN’IDIOZIA”
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Non ha peli sulla lingua Sergio Marchionne. L’ha testimoniato anche all’Auto Show di Detroit, dove ha tenuto una lectio  magistralis su come si costruiscono le automobili e su come si realizzano i profitti. Rivelazioni più adatte a una discussione sul piano industriale Fca (Fiat Chrysler Automobiles) a porte chiuse che non in una conferenza stampa. Ma l’uomo è così, imprevedibile sia quando indossa il suo maglione-divisa sia quando vive settimane a bordo di un aereo spostandosi da un continente all’altro.

Per prima cosa ha dichiarato che la prima Fca ibrida sarà presto in vendita, che non si può fare a meno delle nuove tecnologie nell’industria dell’auto a cominciare dalla guida autonoma e che “schierarsi contro la Silicon Valley è un’idiozia”. Poi ha ribadito le sue convinzioni sulla necessità di arrivare a un consolidamento delle aziende automobilistiche attraverso fusioni, aggregazioni, collaborazioni, indicando ancora una volta la General Motors come partner ideale per il futuro di Fca.

La finalità è realizzare economie di scala capaci di aumentare i fatturati e gli utili. Perché ha fatto notare che “non so quante aziende automobilistiche possono dire con la faccia seria che riescono a guadagnare sul costo del capitale”, che detto in altre parole significherebbe che le case automobilistiche ricaverebbero più vantaggi a investire in qualcosa di diverso dal settore auto.

Poi ha fatto l’esempio della nuova Town & Country, il minivan Chrysler costruito in Canada, che arriverà nel 2016. I numeri reali sono difficili da trovare, ma negli anni passati il ​​costo di sviluppo di un nuovo veicolo per un singolo impianto è stato spesso indicato in 1 miliardo di euro. Marchionne ha detto che la nuova monovolume costerà il doppio, cioè 2 miliardi di euro spiegando che 700-800 milioni servono per ingegnerizzare il nuovo veicolo e il suo powertrain, il resto per miglioramenti e aggiunte allo stabilimento canadese, dove sarà costruito, insieme al reparto di verniciatura.

Una cifra enorme per un veicolo considerato non estremamente redditizio, che secondo Marchionne avrebbe avuto un altro peso se fosse stata condivisa. Il problema, come lo vede Marchionne, è che mentre i produttori sono in grado di collaborare sulle piccole imprese a ripartizione, non sono disposti a farlo in quelle di grandi dimensioni. Marchionne fa riferimento alla joint venture di Fiat con Mazda per sviluppare il nuovo roadster Fiat 124-Mazda Mx5. “Abbiamo risparmiato soldi? Certamente. Ma se lo avessimo fatto con un veicolo a mercato di massa, la risposta sarebbe stata negativa?”

Marchionne, comunque, ha ribadito che il gruppo Fca sarà capace di centrare gli obiettivi che si è dato per il 2018. Aumentare del 50 per cento (pari a 2,4 milioni di veicoli) la produzione e la vendita nonostante l’attuale crisi di colossi come Russia, Cina e Brasile, e ridurre l’indebitamento di 7,5 miliardi e toccare il traguardo di 5 miliardi di utile netto. Per contestare gli scettici verso i suoi obiettivi, Marchionne ha ricordato che nel 2004 quando iniziò la sua carriera in Fiat nessuno avrebbe puntato un cent sul gruppo italiano, che invece è ancora vivo e vegeto e ha rilanciato marchi come Maserati e Jeep facendogli raggiungere risultati inaspettati da tanti addetti ai lavori. Ora toccherà ad Alfa Romeo e, ha concluso sentenziando che “quando si conosceranno i risultati di Fca per il 2015 si capirà che quanto programmato per il 2018 non è per niente lontano”.

 

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