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24/04/2020 - Sorpresa! Il diesel è pulito
Emissioni a confronto
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Il risultato di una prova su strada di Quattroruote sconfessa tutti quei politici che, in cerca di facili consensi, hanno deciso di bloccare la circolazione nei giorni topici per l’inquinamento ai veicoli Diesel di ultima generazione, dotati di motori omologati Euro 6d.

Protagoniste tre auto che si sono mosse per le vie di Milano. Una a gasolio, una a benzina e un’ibrida plug-in, dotate di tutto quel che serve per analizzare in diretta i gas di scarico. Il risultato? Strabiliante: è una bufala considerare il motore Diesel il più inquinante.

Le vetture a confronto sono tre Mercedes: una Diesel Classe A 200d, già omologata Euro 6d, una Classe B 160 con il nuovo turbo benzina a iniezione diretta di 1.332 cc e filtro anti particolato, una Classe C 300de Station Wagon, una delle poche ibride plug-in a gasolio sul mercato.

“Il test è stato fatto a gennaio, quando il livello di polveri sottili, a Milano, era altissimo”, racconta Roberto Boni, ingegnere della redazione prove tecniche di Quattroruote e supervisore della prova. “Con un dispositivo appropriato, perché i controlli delle emissioni ormai si compiono anche su strada, nel traffico normale, usando il Pems, un sofisticato strumento portatile”.  A questo è stato aggiunto l’Mss, il Micro soot sensor, un apparecchio che rileva in continuo il valore del particolato da combustione. Perché? La spiegazione è semplice: il Fap, il filtro anti particolato dei Diesel, ma pure dei benzina a iniezione diretta, come la B 160, ha un’efficacia così elevata che non solo trattiene le particelle prodotte dal motore, ma anche parte di quelle presenti nell’aria aspirata per alimentare il propulsore.

Cosa significa? Che paradossalmente l’aria che esce dai tubi di scarico è meno sporca di quella che entra nel motore per la combustione. I dati diffusi da Quattroruote, infatti, indicano che il divario tra il livello di polveri nell’aria aspirata e di quella allo scarico nell’intero tragitto del test è stato in media vicino a 25 volte. Raggiunge, invece, un massimo di oltre 2 mila volte quando vi sono picchi di concentrazione di particolato nell’aria aspirata, per esempio quando la Classe A 200d ha attraversato il tunnel della Stazione Centrale a Milano dietro a veicoli a gasolio di vecchia generazione.

Il test ha dato modo di sfatare anche un altro cavallo di battaglia dei detrattori del Diesel, i quali sostengono che il momento della rigenerazione, quando il catalizzatore brucia il particolato a oltre 400 gradi, è pericolosamente inquinante. Ciò è falso. Studi molto recenti hanno dimostrato che l’efficacia del Fap è così elevata che, pur calcolando la rigenerazione, il livello di polveri allo scarico è inferiore a un quinto della soglia consentita.

La classifica finale dice: podio emissioni Nox, milligrammi per km, Classe C 300de 2,80; Classe A 200d 4,41; Classe B 160 4,69; podio emissioni particolato, miliardi di particelle al km, Classe A 200d 3,4; Classe C 300de 7,3, Classe B 160 10,9. Da sottolineare che tutte le auto hanno registrato emissioni di gran lunga inferiori ai limiti consentiti non solo su strada, ma pure in laboratorio. Chi vuole saperne di più trova tutto su Quattroruote di Aprile, in edicola.

 

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