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26/09/2019 - SUZUKI SWIFT DUALJET HYBRID 4X4
Speciale Mobilità 2.0
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Una delle case automobilistiche che ha scelto di democratizzare la tecnologia “green” è Suzuki, che nel 2017 ha presentato con la sesta generazione di Swift la prima mild-hybrid a 48 volt. Il primo passo è stato quello di montare una piccola unità elettrica a supporto del motore termico con alimentazione a benzina: un aiuto nelle accelerazioni utile sia in termini di emissioni sia di prestazioni.

Protagonista di “Mobilità 2.0” è perciò proprio la Swift DualJet equipaggiata con l’ibrido leggero: un sistema che supporta le accelerazioni utilizzando l’energia generata in fase di frenata. Questa energia viene immagazzinata nel pacco batterie collocato sotto il sedile del guidatore, una soluzione studiata in modo da non rubare spazio all’abitacolo e nella zona del bagagliaio, la cui capienza rimane invariata a 265 litri.

L’aspetto principale relativo allo sviluppo del progetto ibrido di Suzuki riguarda il contenimento della massa, con una maggiorazione di soli 6 kg sul totale. La Swift DualJet Hybrid a trazione integrale pesa infatti meno di una tonnellata. Pensare ibrido secondo Suzuki significa quindi adattare senza rivoluzionare i modelli, in modo tale da non stravolgere il Dna dell’auto bensì cambiarne la modalità di utilizzo.

Un modo per avvicinarsi al mondo dei giovani, con una gamma semplice e compatta e con prodotti al passo dei tempi, in special modo per quanto riguarda le emissioni e i costi. Una scelta che non comporta l’impegno di un’auto full-electric, tra costi e vincoli di autonomia e tempi di ricarica.

Il motore che spinge la DualJet Hybrid 4×4 è il 1,2 litri da 90 cv, che equipaggia anche Ignis e Baleno, propulsore scelto perché secondo i dati dichiarati emette 100 g/km di CO2 e con un litro di verde percorre una ventina di km. Numeri che premiano l’impegno della casa nella corsa all’ecosostenibilità, e visti i buoni risultati, probabilmente giustificano la mancanza di motori diesel nella gamma Suzuki. Certo, l’anidride carbonica prodotta dai propulsori a gasolio è mediamente inferiore rispetto a quella prodotta dai benzina, ma è altrettanto innegabile che nel segmento della Swift l’unica rivale con trazione integrale è la Fiat Panda che anche nella configurazione turbodiesel con 125 g/km ha emissioni maggiori della giapponese. Per la giapponese, insomma, si tratta di un traguardo considerevole che le permette a tutti gli effetti di poter fregiarsi del titolo di auto amica dell’ambiente. La Swift 4×4 ibrida costa 19.490 euro.

Mattia Madaro

 

 

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