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23/09/2019 - “Verdi” anche senza scossa
Speciale Mobilità 2.0
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Auto “verdi”: il dado è tratto ma la confusione è sempre più grande. Sotto il titolo “Salviamo il pianeta tagliando l’effetto serra”, si compiono azioni di difficile interpretazione. Non solo dai politici che tirano l’acqua al loro mulino pur di conquistare una manciata di voci. Ma anche dagli esperti, che si issano su barricate contrapposte. A chi dice, dati alla mano, che i propulsori Diesel sono quasi dei toccasana per i nostri polmoni rispetto ai motori a benzina, c’è chi li definisce, sempre con ampia documentazione, alla stregua degli untori di manzoniani che diffondevano la peste.

Il discorso ovviamente è molto più ampio. Non ci si può limitare a valutare solo le emissioni considerate nocive per l’umanità. Occorre invece esaminare anche quelle dannose per il pianeta Terra. Se il signor Bianchi decide di comprare una vettura elettrica per sostituire la sua a gasolio, deve sapere che quando esce dal concessionario l’auto nuova che fa “zzzzz” ha già prodotto un’enorme quantità di CO2 per la fabbricazione delle batterie. A complicare le statistiche viene poi il capitolo “che tipo di energia utilizzerà per fare il pieno di Watt”. Se è prodotta con combustibili fossili come il carbone o gli oli pesanti ogni km percorso non sarà a emissioni zero ma gravato dalla CO2 creata a monte, nella fase di produzione dell’energia. Per dirla chiara chiara un’auto elettrica solo in pochi paesi al mondo emette livelli di CO2 inferiori a quelli dei veicoli spinti dai motori a scoppio. In Islanda, Norvegia, Brasile, Francia, dove l’energia è geotermica, idroelettrica, nucleare, il livello di CO2 resta compreso tra 70 e 93 grammi al chilometro. Dalle altre parti nisba… il confronto è pari se non addirittura perdente. In Canada si sale a 115, in Spagna e Russia a 155, in Germania a 179, in Cina a 258. L’Italia in questa classifica si colloca in una zona intermedia. Intorno ai 170 grammi di CO2 per km. Chi volesse saperne di più può consultare il “Journal of Industrial Ecology”, dal quale sono stati tratti i numeri qui pubblicati.

Ma anche nella produzione del particolato (PM 2,5), secondo le analisi dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, le sorprese non mancano. A inquinare di più con le polveri sottili sono il riscaldamento delle nostre case con il 38%, l’allevamento intensivo di animali con il 15,1, l’industria con l’11,1 e al quarto posto i veicoli con il 9,2%. E quando si parla di veicoli si intendono tutti i mezzi, dai bus ai tir alle auto ai veicoli commerciali, anche quelli costruiti una ventina di anni or sono senza filtri, sonde Lambda, catalizzatori.

Questa lunga premessa per dimostrare che gli scheletri ambientali si trovano negli armadi di tutti e che ancora per quattro o cinque lustri la convivenza tra motori a combustione, ibridi, elettrici, a idrogeno sarà indispensabile, anche se i politici faranno di tutto per complicare “la mobilità individuale”. Nasce con questo spirito lo speciale di Safe-Drive dedicato alla mobilità 2.0 vista attraverso vetture che hanno ancora assicurato almeno un decennio di vita e che utilizzano tecnologie classiche ma all’avanguardia, capaci di diminuire l’impatto ambientale portandosi in soglia 90-100 grammi di CO2 al km, ma anche molto meno.

Naturalmente per appuntarsi sul petto la medaglia di automobilista green occorre conoscere e seguire i consigli dei partner tecnici di Safe-Drive. Per esempio Bosch attraverso le sue info di navigazione può consigliare percorsi alternativi se ci sono intoppi o traffico intenso facendo risparmiare carburante. Rhiag ricorda che una manutenzione programmata puntuale con la sostituzione dell’olio lubrificante e dei filtri assicura un corretto funzionamento del motore con un taglio dei consumi anche dell’1%. Importanti anche le gomme non solo per la sicurezza ma anche per limitare le emissioni nocive come ricorda Hankook che suggerisce di verificare spesso la pressione. Pneumatici gonfiati secondo i dati di omologazione scorrono meglio, sono meno rumorosi, fanno risparmiare anche lo 0,8% di carburante, producono meno polveri sottili. Un assist per Alcar, che ha fornito cerchi personalizzati per i modelli del servizio, ruote in lega leggera non solo eleganti ma anche sicure e meno pesanti di quelle in acciaio e si sa che meno peso equivale a minor consumo. Meditate gente, meditate…

 

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